Il Sole amico: quando, come e perché proteggersi

Il Sole amico: quando, come e perché proteggersi
Il Sole amico: quando, come e perché proteggersi

Sole amico sì, ma con precauzioni – cosa bisogna sapere per evitare spiacevoli conseguenze di cattive esposizioni

Il sole è la stella madre attorno alla quale ruotano i pianeti, compresa la nostra Terra. Senza il Sole la vita sulla terra non sarebbe possibile. Della sua energia ne gioviamo tutti i giorni per motivi più o meno importanti come riscaldarci, produrre la vitamina D o semplicemente abbronzarci. Ha una forza incredibile che varia secondo le stagioni e l’angolazione con la quale i raggi solari colpiscono la Terra. Questo inesauribile alleato della vita però chiede di essere trattato con attenzione e rispetto perché sa essere molto pericoloso.

La prima cosa da fare è proteggersi dalla sua forza e proteggere i piccoli. A tale scopo valgono le solite regole come il non esporsi ai raggi diretti nel periodo estivo sia che ci si trovi al mare sia in montagna. Proteggersi da cosa in particolare?

I raggi solari sono formati in minima parte da raggi ultravioletti classificati in UVA, UVB e UVC.

  • I raggi UVA sono la causa dell’abbronzatura perché stimolano la melanina. Riescono a penetrare in profondità nella pelle e la loro azione non si percepisce subito. Questa caratteristica li rende particolarmente pericolosi in quanto non ci accorgiamo della loro azione se non in ritardo!
  • I raggi UVB invece causano le ustioni e il loro effetto si palesa con una sensazione di calore sull’epidermide. I raggi UVB stimolano la produzione di vitamina D, altrimenti impossibile da assimilare in altri modi.
  • I raggi UVC praticamente non arrivano sulla Terra.

I raggi ultravioletti sono capaci di attraversare delle barriere fisiche come ombrelloni, maglie, cappelli o nuvole. Per questo è necessario evitare l’esposizione nelle ore più calde della giornata, cercando un riparo più efficace.
I danni provocati dai raggi UV possono essere: invecchiamento cutaneo, eritemi, scottature, danni oculari, alcune forme di tumore (come quello basocellulare o spinocellulare).

Esistono dei prodotti capaci di filtrare o schermare questi raggi.
I filtri solari fisici sono capaci d’impedire la penetrazione dei raggi nella pelle attraverso dei minerali che riflettono i raggi solari (ad esempio biossido di titanio e l’ossido di zinco). In commercio ne esistono tantissimi tipi ma occorre prestare attenzione alla composizione che potrebbe contenere sostanze dannose per la pelle. Nei prodotti migliori sono aggiunte altre sostanze in grado di combattere i radicali liberi. Acquistare un buon prodotto in farmacia, magari consigliati dal personale è una buona scelta se non si ha voglia o competenza per interpretare l’etichetta. Chiaramente il costo influisce sul prodotti quindi un prodotto economico difficilmente potrà garantire le stesse prestazioni di uno con un prezzo troppo economico.

I filtri solari chimici invece sono formati da sostanze in grado di assorbire le radiazioni (come l’ oxibenzone, fenilbenzilimidazolo, acido sulfonico, butil metoxidibenzoilmetano, etilexil metoxicinnamato) . Alcuni meccanismi di funzionamento non sono ancora del tutto chiari ma si hanno certezze sulla loro efficacia.

Altra cosa a cui fare attenzione è SPF (Sun Protection Factor), un indice che rappresenta il tempo di esposizione prima che insorgano i primi danni dati dai raggi UVB. Un buon filtro solare fornisce anche una protezioni dai raggi UVA (nel rapporto di 3 a 1). È bene prestare attenzione al SPF in quanto è ciò che va dosato in base al proprio fototipo: persone con carnagione, peli e occhi chiari dovranno necessariamente utilizzare un prodotto con un SPF più alto . Particolare attenzione va data ai bambini in quanto le scottature possono dar vita a patologie a distanza di tanto tempo.
La scadenza delle protezioni solari va sempre rispettata ed è buona norma non usare creme aperte da più di dodici mesi.

Particolare attenzione va prestata ai Nei in quanto i raggi UV hanno un effetto diretto su di essi e sulla loro comparsa. Circa il 10 per cento delle persone ha almeno un neo insolito o atipico, con un aspetto diverso dagli altri: i dermatologi li definiscono nei displastici. I medici ritengono che i nei displastici corrano un rischio maggiore rispetto a quelli normali di trasformarsi in una particolare forma di tumore alla pelle chiamata melanoma, proprio per questo è fondamentale farli controllare regolarmente dal dermatologo o da un medico, soprattutto se hanno un aspetto strano, si sono ingranditi o hanno cambiato colore, profilo o altre caratteristiche.

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